Effetti del rumore sulla salute
In generale l’esposizione continua a forti rumori è causa di un deficit uditivo progressivo e permanente. Il rischio di un danno uditivo da rumore va messo in relazione non solo con l’esposizione professionale al rumore, ma anche con la presenza di alcune condizioni predisponenti o pregresse, quali ad esempio la pratica degli sport venatori (per es.: un unico colpo di fucile può causare una perdita di udito permanente, generalmente più accentuata in un orecchio rispetto all’altro).
| UDITIVI
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EXTRAUDITIVI |
Effetti che seguono ad una breva esposizione a rumore:
ipoacusia transitoria
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apparato cardiocircolatorio (ipertensione, ischemia miocardiaca)
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| Effetti acuti: ipoacusia
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apparato digerente (ipercloridria gastrica, azione spastica sulla muscolatura liscia) |
| Effetti cronici: otopatia da rumore
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apparato endocrino
(aumento del livello di ormoni di tipo corticosteroideo) |
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apparato neuropsichico (quadri neuropsichici a sfondo ansioso con somatizzazioni, insonnia, affaticamento, diminuzione della vigilanza e della risposta psicomotoria) |
Secondo l'attuale normativa, il (che ha sostituito la 195/06) i valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:
a) valori limite di esposizione (VLE) rispettivamente LEX,8h= 87 dB(A) e
ppeak= 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 (micro)Pa);
b) valori superiori di azione (VSA): rispettivamente LEX,8h= 85 dB(A) e
ppeak= 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 (micro)Pa);
c) valori inferiori di azione (VIA): rispettivamente LEX,8h= 80 dB(A) e
ppeak= 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 (micro)Pa).
Se, in seguito alla valutazione dei rischi, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, allora il datore di lavoro effettua rilievi strumentali sui livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti; i risultati devono esere riportati nel documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Nel caso in cui l'esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valori superiori di azione (VSA), il datore di lavora fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i dispositivi di protezione individuale dell'udito.
Comunque, poiché gli studi specifici hanno dimostrato che la sordità professionale può insorgere anche nel caso di livelli sonori quotidiani superiori a 85 dBA, i lavoratori dovranno utilizzare gli otoprotettori durante tutte le operazioni particolarmente rumorose (vedi elenco riportato di fianco).
Ogni tipo di otoprotettore ha vantaggi e svantaggi: ad esempio le cuffie, generalmente più accettate nei primi tempi di un programma di protezione dall’handicap uditivo, non sono confortevoli in ambiente caldo, sono relativamente ingombranti da portare e da tenere in ambienti ristretti; inoltre tali protezioni creano problemi se si portano altre protezioni, quali occhiali, caschi, scudi protettivi che possono causare mal di testa a causa della pressione.
D’altra parte anche gli inserti hanno taluni svantaggi, quali ad esempio l’attenuazione del rumore meno stabile nel tempo, a causa dei movimenti della mandibola, la possibilità di creare irritazioni nel condotto uditivo esterno, di spingere in profondità il cerume, il difficile controllo dell’effettivo impiego e infine la possibilità che presentino problemi di adattamento. Il mezzo di protezione allora dovrà essere scelto sulla base dei seguenti requisiti:
CARATTERISTICHE DI ATTENUAZIONE: (capacità del mezzo protettivo di ridurre il rumore a certi livelli, specie alle frequenze maggiormente interessate dal danno da rumore) e dei parametri di seguito descritti.
TIPO DI ESPOSIZIONE AL RUMORE: in linea di principio, si dovrebbe optare per gli inserti auricolari nel caso di esposizione al rumore durante l’intero giorno lavorativo, mentre le cuffie possono risultare più pratiche per l’esposizione discontinua.
TOLLERABILITA SOGGETTIVA: se la scelta cade sugli inserti, occorre che questi si adattino perfettamente, ma in modo confortevole, al condotto uditivo. Con gli inserti usa e getta, molto flessibili, non ci sono difficoltà; mentre per gli inserti riutilizzabili occorre più di una taglia. Anche le cuffie devono essere adattabili a varie misure e conformazioni mediante archetti di appoggio elastici e resistenti e coppe auricolari con attacchi flessibili. Le cuffie da elmetto richiedono un dispositivo per regolare la pressione ad un livello ottimale, indipendentemente dalle dimensioni del corpo o dell’elmetto.
DISPONIBILITA: per gli inserti auricolari usa e getta è fondamentale il rifornimento costante ed agevole, accessibile anche ai visitatori occasionali o a personale proveniente da zone non rumorose. Gli inserti sono disponibili sia in bustine tascabili che in confezioni da inserire in distributori ben visibili e di facile installazione in qualsiasi ambiente rumoroso.
GRADIMENTO DEGLI UTILIZZATORI: è un aspetto della massima importanza. Per essere pienamente efficace, il mezzo antirumore deve essere portato per tutta la durate dell’esposizione al rumore: sono il comfort del mezzo protettivo e il gradimento dell’utilizzatore a rendere attuabile questa esigenza. La continuità dell’uso è una condizione essenziale della protezione e lo è a tal punto che una protezione confortevole, tenuta ininterrottamente, è preferibile ad un mezzo teoricamente più efficace, che tuttavia si sia tentati di rimuovere perché infastidisce.